mercoledì 28 maggio 2014

Alla faccia della mafia – vicenda del cantante neomelodico Pino Marchese



Pino Marchese nel cofano della 127 nera
Ma quanto si stava bene quando c'era don Vito, c'era pure il signor conte Cassina - suo grande amico - che era come un cane, ad ogni alzata di zampa pisciava e come niente spuntava un palazzo; era tutto cemento armato e muratori in nero che mettevano piani sopra piani che le montagne dei mandarini e dei limoni non si vedevano più; i padri di famiglia di Borgo Vecchio e di Borgo Nuovo lavoravano tutti, avevano le tasche piene e ringraziavano la mafia che gli faceva mettere le belle fette di carne a tavola.

E arrivata l'estate, nei quartieri, per la ricorrenza del Crocifisso o di Santa Teresa i comitati dei festeggiamenti preparavano palchetti con fiori luci e musicanti, tra i cori di sii troppu bieddu usciva Pino Marchese, giacca bianca e camicia celeste - cantava in napoletano pure che era nato all'Olivella. Lui da piccolo aggiustava scarpe, poi la sua voce che era bella fu notata e gli fecero incidere i dischi.

Bello Pino e bella la città, lui cantava Palermu è nu villinu tra applausi e sguardi di donne che da Pino erano ammaliate, si sentivano un fuoco a guardarlo, e a lui piacevano, le raccoglieva a mazzi.

Fu dopo un concerto che i suoi occhi incontrarono quelli di Giuseppina, donna sposata e sorella del killer Giuseppe 'u lucchiseddu, quello che insieme a Pino Greco 'u scarpuzzedda non si sa quante persone ha ammazzato, pure cento.

Pino e Giuseppina si amarono infrangendo tutte le regole di sopravvivenza in una città mafiosa, sfidarono i valori di Cosa Nostra che non tolleravano relazioni extraconiugali nell'ambito della famigghia.

Questo Pino Marchese cantante malafine deve fare, gliela organizziamo noi la sua ultima cantata, bello sarà.

E intanto a Pino cominciarono a cancellare tutte le date dei concerti, no, signor Marchese, il comitato ha deciso di prendere un altro cantante. Tutti così gli dissero. E la gente non comprava più i suoi dischi, e chi li aveva li buttava per non farseli vedere in casa, era pericoloso tenerli. I carrettini della via Bandiera le sue cassette non le avevano, anzi, non le volevano. E la gente, se gli chiedevi, ti rispondeva che le canzoni di Pino Marchese non le cantava.

Così gli avevano detto alle persone, voi questo di qua dovete fare finta che non è mai esistito.

Poi, il 26 luglio del 1982 un gruppo armato ferma Pino e se lo porta in un magazzino. Lì ci trova il fratello di Giuseppina con gli occhi arraggiati. Lo ammazzano, gli tagliano le palle e gliele mettono in bocca.

Lo ritrovano in una 127 nera parcheggiata in piazza Indipendenza.

Pure Giuseppina viene ammazzata, pure lei ha tradito - 'u lucchiseddu si fa aiutare da scarpuzzedda, lui da solo non se la sente di andare ad ammazzare sua sorella, lui forse non vorrebbe ma le regole sono regole (questa ammazzatina incrinerà l'amicizia tra i due). È così che Giuseppe 'u lucchiseddu riporta l'onore nella famigghia.

Ma succede una cosa che 'u lucchiseddu non si aspettava.

Tutti quelli che lavoravano nei palazzi che faceva costruire il conte, tutti quelli di Borgo Vecchio e di Borgo Nuovo, tutti quelli di via Bandiera e della via Messina Marina, pure quelli della Kalsa, tutti si comprarono i dischi di Pino Marchese, tutti tutti. E Pino Marchese in quel periodo vendette più di Mario Merola, mai era successo che un palermitano battesse il cantante dei guappi.

Il popolo palermitano disubbidì  al comando dei mafiosi, glielo fece capire, noi ci sentiamo la musica  che vogliamo noi.

E nelle case e nelle strade la canzone più bella di Pino Marchese, faceva così: Nun t'avesse mai incontrata assai meglio avesse state. Forse Pino se lo immaginava come doveva andare a finire, questa canzone a sentirla smuove la bocca dello stomaco, a chi per commozione, a chi per rabbia di cuore. Alla faccia della mafia.

Tanti palermitani purtroppo questo coraggio di fare a testa propria non l'hanno più avuto.

Giorgio D'Amato
(riferimento Nun t'avesse mai incuntrata, dei CT13 Rock Readers) 



Popolo assai stranu, chiddu palermitanu! Prima si fa intimidire dai mafiosi e la finisci di ascoltare il cantante preferito Pino Marchese, beddu e bravu, ma puru fimminaru! Poi, quando il neomelodico cantante, cchiu famoso ri Mario Merola, viene ritrovano morto con gli attributi in bocca - andarono forse in un terreno proibito? - , si sente libero dall'obbligo e mette i suoi dischi “a maciari”, alla faccia dei mafiosi! E mentre si diffondono le note, che sembrano di presagio: “Nun t'avesse mai incontrata assai meglio avesse state”, la stessa fine tocca alla sua ‘nammurata Giuseppina. L’onuri ra famigghia è ricuperatu e tutti vissero felice e mafiusi!
M.R.




Palermo è nu villinu

22 commenti:

  1. Grandissimo. Una fotografia della mafia, vista dal basso, umori popolari, quartieri e borgate profonde. Grande letteratura, e una grande storia - quella di Pino Marchese - molto significativa da tantissimi punti di vista, portata alla luce in questo modo: splendidamente.

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  2. FedericoMoccio28 maggio 2014 12:20

    Eheh, ormai nun t'avesse mai incuntrata ormai è diventata una hit scaricabile da iTunes. Pino Marchese potrebbe essere considerato l'espediente che permise ai palermitani di fare la propria rivoluzione, fosse anche solo un piccolo rifiuto delle regole imposte dalla mafia.
    Bieddu Pino, si bieddu!

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  3. bello, bello, bello. sarebbe superfluo aggiungere altro!

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  4. Noi ormai Pino lo conosciamo bene. Nino ha ragione: la sua storia è significativa da tanti punti di vista, infatti non manca mai di interessare chi l'ascolta o la legge. Nun t'avesse mai 'ncuntrata, poi, (e anche questo pezzo!) è scritto veramente bene, continua a emozionarmi anche dopo tantissime letture. Purtroppo le copie credo non si trovino ma ne consiglio la lettura a chi può

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    1. se ne vuoi una di copie fammelo sapere.

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  5. Hai espresso un mondo terribile in modo melodico.bravo gd

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  6. Eggrazie a nome di tanti (I CT13 per primi) che stanno dietro questo racconto.
    GD

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  7. Contributo di MR al pezzo su Pino Marchese, una voce da coro greco!
    grazie MR
    gd

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  8. Bella storia e bello pezzo. Lo conoscevamo per i vari incontri in cui ne hai parlato. E' scritto benissimo. La storia si sa, una cosa comune per gli ambienti off-line

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  9. Che puntualità nel narrare certi accadimenti e che bravura nel farlo così candidamente.
    Ci hai trascinato in uno spaccato storico infarcito di piombo, cemento e atti simbolici per chi volesse sgarrare ancora.
    Grande D'Amato.
    L.I.

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  11. Una storia agghiacciante raccontata in modo magistrale.

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  12. Complimenti a chi ha il coraggio di scrivere la verità, il grande PINO MARCHESE é stato e lo sarà sempre uno di migliori cantanti nonostante non fosse Napoletano. Sono orgogliosissima di essere una Concittadina di Pino Marchese le sue canzone nei miei programmi li mandero' sempre in onda, con un carissimo ricordo alla sua memoria.

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  13. Complimenti a chi ha il coraggio di scrivere la verità, il grande PINO MARCHESE é stato e lo sarà sempre uno di migliori cantanti nonostante non fosse Napoletano. Sono orgogliosissima di essere una Concittadina di Pino Marchese le sue canzone nei miei programmi li mandero' sempre in onda, con un carissimo ricordo alla sua memoria.

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  14. Complimenti ha chi ha il coraggio di raccontare la verità.
    PALERMO non tradirà mai un'artista come PINO MARCHESE grandissimo cantante che nulla toglieva ai veri napoletani. GRANDE PINO SONO ORGOGLIOSA ESSERE TUA CONCITTADINA LE TUE CANZONE NEL MIO PROGRAMMA NON MACHERANNO...ciaoo canta ancora lassu' !!!

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  15. bisognerebbe davvero entrare nella testa di criminali come Lucchiseddu per capire come funziona il cervello di una mafioso... gente che non ha esitato a massacrare il proprio sangue per regole che non rispettava in prima persona... è interessante sapere che l'amicizia con scarpuzzedda si guastò per questo fatto, però è anche vero che qualche anno dopo, sempre Lucchese uccise sua cognata per lo stesso motivo... forse per la serie "come è toccato a me, deve toccare anche a mio fratello?"

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  16. io non che dire soltanto piango forse cci incotriamo lassu quannu arriva u tiampu miu.

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  17. Mi piacerebbe sapere una sua biografia su Wikipedia o qualche libro che ne parla, a parte le canzone non si trova nulla.

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