mercoledì 14 maggio 2014

Lettera 35 - I pizzini dello zio Binnu

Il tavolo dove scrive annota e legge il mio maestro è rettangolare. È un piccolo tavolo e mi sono sempre chiesto perché non volerne uno più grande. Forse l'ho capito, lui è uno che vuole stare solo, in silenzio. Solo con se stesso - è un tavolo per uno. 
Quando qualcuno lo guarda con insistenza lui si scoccia e sbatte con rabbia la porticina che fa da sfondo alla complessità della sua mente. Eppure è proprio una brava persona. Lui legge la Bibbia. Lo zio Binnu - è così che si fa chiamare da noi - ha sempre quegli occhiali tondi tondi che gli danno un'aria da intellettuale, ma che dico, da vero e proprio scrittore! Guai a chi tocca la sua macchina da scrivere. 

Mimmo, se mi sfasci la trentacinque ti scanno.
Io però, malgrado mi sforzassi di continuo, non riuscivo a capire come i numeri si potessero sfasciare. Per lo zio, questa macchina è come una figlia femmina.

Una notte mi avvicinai di soppiatto alla stanzetta dove lo zio passava il suo tempo. La porta era chiusa a chiave e non riuscii ad entrare immediatamente. Dovetti attraversare il soggiorno e il salotto per arrivare alla sua camera da letto. In questa casa c'è bordello, non riesci mai a trovare niente. Riesco a prendere la chiave e mi intrufolo nella sua vita. La stanza è parecchio buia e non riesco a vedere niente. Mi aiuto con il cellulare e accendo la luce da tavolo. Eccolo. Il testo sacro è davanti ai miei occhi. Lo apro delicatamente e comincio a sfogliarlo. Un ritaglio di carta esce fuori dai contorni del libro. Preso dalla curiosità, apro una pagina a caso, la 905. Una freccia indica una frase: 
Io, con la mia grande potenza, col mio braccio steso, ho fatto la terra, gli uomini e gli animali che vivono sulla sua superficie e l'ho data in dominio a chi mi è piaciuto. 
Io, questo Geremia, nemmeno lo conosco. Però questa è una frase giusta, come lo zio.
Intravedo un altro ritaglio di carta e arrivo a pagina 997. Stavolta il testo è di un certo Ezechiele: 
Cessate dalla violenza e dalle rapine; fate ciò che è giusto e retto: togliete le confische dal mio popolo, dice il signore Dio. 
Finisco di leggere la frase e noto che ha incollato un frammento di carta con la lettera Z. Io non lo capisco cosa vuol dire, però se penso allo zio Binnu e all'alfabeto, arrivo alla conclusione che lui, come la Z, è la fine di tutte le cose.

Emanuele Scaduto













7 commenti:

  1. Emanuele è talentuoso forte, ha scritto questo pezzo partendo da un documento - un articolo di giornale -, al 10% di dato oggettivo ha aggiunto il 90% di invenzione credibile.
    bravo!
    gd

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  2. FedericoMoccio14 maggio 2014 10:45

    Ma quanto è bella la frase "Riesco a prendere la chiave e mi intrufolo nella sua vita"? Quando guardavo Provenzano in tv mi chiedevo come facesse un uomo che scrive "rigordo" a gestire uomini e cose, ad essere "potente" nel suo mondo.
    In questo pezzo c'è tensione, c'è la paura di essere scoperti, c'è la sensazione di aver osato un po' troppo questa volta..
    Scaduto ma bravo!

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  3. Ma grazie ragazzi! E' stato molto piacevole lavorare su questo pezzo mettendo in evidenza la mentalita' del 'picciotto' che prova ammirazione per uno che ammazza senza fermarsi.
    Ma come abbiamo detto... Bernardo legge la Bibbia.
    Emanuele Scaduto

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  4. Bravo Emanuele! Pezzo bello bello, crea molta tensione e le frasi tratte dalla Bibbia sono davvero inquietanti! Come sempre, Mafia Telling fa riflettere

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  5. Una penna che lascia un segno non indifferente. Il segno del talento. Emanuele ci sa fare.

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  6. Bravo Scaduto, bella tensione narrativa .

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  7. Mi sei piaciuto/Scaduto (da notare la rima!), e a dirtela come "u ziu Binnu": stu picciottu ci sapi fari!
    Bravo e a presto.
    L.I.

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