mercoledì 16 aprile 2014

Strage di piazza Scaffa - Mario Prestifilippo - Omicidio Bosio



La strage di piazza Scaffa

"Giovane, muovi il culo e porta altre birre", mi urla quel grassone seduto in fondo. Per terra non ci sono le piastrelle di terracotta come quelle di casa mia, non c'è neanche legno, tufo o brecciolino, solo paglia con terra umida e fredda e sporca, con letame di cavalli, pecore, cani, con foglie e cocci di vetro. Camminiamo su questo. Loro sono maiali stravaccati, con le pance gonfie di birra e scoperte, gli striminziti maglioni di poliestere non ce la fanno a contenerle. Seduti su casse di plastica. Grasse risate si sentono. Il tono dello loro voci è insostenibile. 

Abbaiano parole piene di boria. Si danno pacche sulle spalle. Hanno fatto i compiti, hanno dato la buona notizia alle moglie, per chi ancora ne ha una. Bevono, ridono e pensano a cosa comprare ai figli. Comprano cazzate con i loro soldi non puliti, con soldi facili. La porta sbatte, entra la canna di un fucile nero e lucido. La mano che lo regge è scura - le unghie lunghe ma pulite -, porta un anello d'oro. L'anello spara e colpisce uno al collo. Spara e colpisce un altro al petto. In faccia, alla schiena. Corpi come gruviere. Di me non si è accorto, io sono nascosto. Ora cammino anche sul sangue.
(Giorgina D'Amato)



Amici, non vi scantate

MARIO PRESTIFILIPPO
La strage di piazza Scaffa (17-10-1984 ore 22:00) fu voluta dalla cosca di corso dei Mille - così racconta il killer pentito Sinibaldo Figlia, secondo Giuseppe Marchese il mandante fu Totò Riina. 
Figlia c'era quel giorno. Ad armare lui e Mario Prestifilippo era stato Filippo Quartararo, a completare il gruppo di fuoco c'erano Pietro Senapa e Salvatore Di Salvo. Nella stalla di cortile Macello ci andarono di notte. Figlia disse "Non vi scantate, amici, non vi scantate" ma Prestifilippo cominciò a sparare, una pioggia.
Questi che furono ammazzati trafficavano con i cavalli, e con la droga (ne erano scomparsi trenta chili e facevano finta di niente). Il giorno della strage erano arrivati nella stalla di cortile Macello sedici cavalli dalla Puglia, erano destinati ad essere macellati e venduti nella carnezzeria di Ballarò. Secondo la moglie di Cosimo, Pietra Lo Verso, il mandante della strage era il commerciante catanese Fisichella che, a suo dire, non aveva gradito lo sgarbo per cui il marito aveva preferito farsi fornire da un allevatore pugliese. Fisichella fu dichiarato innocente sia in primo che in secondo grado.

A distanza di anni, dopo le confessioni di Marchese, si è scoperto il motivo per cui la strage di piazza Scaffa fu di così grande portata (otto morti). Pino Greco 'u scarpuzzedda stava crescendo troppo nell'organigramma di Cosa Nostra e questo a Riina non faceva piacere; era strategia del capo quello di eliminare i suoi uomini quando acquisivano un potere che a lui non era gradito. La strage di piazza Scaffa fu un avviso: quella zona era di competenza di Pino Greco, realizzare un omicidio lì era un segno di discredito nei suoi confronti.
I morti:
Cosimo e Francesco Quattrocchi (fratelli)
Cosimo Quattrocchi (cugino dei primi due)
Salvatore Schimmenti
Marcello Angelini
Paolo Canale
Giovanni Catalanotti
Antonio Federico
Tutti furono uccisi con un colpo di pistola al cuore e un colpo di lupara alla testa, così da sfigurarli, tant'è che i corpi, nelle bare, presentavano i volti coperti da bende.



MARIO PRESTIFILIPPO

Nato nel 1958, noto per la sua zazzera biondo, di lui dice la vedova Bosio che aveva gli occhi di ghiaccio. Fu uno dei più attivi killer della famiglia di Ciaculli.
Nipote di Pino Greco 'u scarpa, dopo aver saputo della scomparsa dello zio, non avendo gradito l'esecuzione voluta da Riina, si era allontanato da Cosa Nostra. Per questo motivo fu ucciso il 27 settembre del 1987 mentre in motocicletta, percorreva la strada che dalla zona Traversa porta a Bagheria.










OMICIDIO BOSIO

Sebastiano Bosio dell'11 novembre 1981, era primario di chirurgia vascolare all'Ospedale Civico di Palermo.
Eravamo appena usciti dallo studio medico – ha raccontato la vedova del primario – . Mio marito si trovava qualche passo davanti a me perché stava andando a prendere l’auto. Io ero girata. All’improvviso ho sentito una voce che lo chiamava. Pensavo fosse un paziente. Ma dopo una frazione di secondo ho sentito gli spari, mi sono girata e ho visto un giovane, in jeans, maglione e scarpe da tennis che ha iniziato a sparare contro mio marito. E ha continuato anche quando Sebastiano si era già accasciato.”
Il killer aveva lo sguardo di ghiaccio, occhi freddi, glaciali e non ha esitato un attimo a sparare; vicino a lui un complice. Dopo pochi secondi sparirono. 
Dopo l’assassinio i passanti si nascosero nei negozi che provvidero immediatamente ad abbassare le saracinesche”. Per gli inquirenti il complice era Antonino Madonia, il killer Mario Prestifilippo.
Durante la deposizione della moglie è emerso che il professore Bosio, al telefono, aveva ricevuto una telefonata dal dirigente del Civico, il professore Giuseppe Lima. A questo il professore Bosio disse: "Non lo faccio neppure se scende Dio in terra e se continui ti denuncio".

Forse Lima pretendeva che Bosio ricoverasse nel suo reparto Vittorio Mangano, lo stalliere di Arcore.
(Giorgio D'Amato)

Dalla requisitoria del procuratore aggiunto Vittorio Teresi


Riaperto il caso dell'omicidio del primario Bosio; si tratta di un caso complesso, la prova più schiacciante viene da una perizia balistica , l'arma utilizzata nell'omicidio di Bosio sarebbe la stessa utilizzata da Nino Madonia nell'esecuzione dei due meccanici a Passo del Rigano Francesco Chiazzese e Giuseppe Dominici.
Bosio risultava "un chirurgo innamorato del suo lavoro (..), si opponeva al malaffare, all'epoca dilagante, all'interno dell'ospedale Civico".
Dalle parole di Teresi si desume che Bosio era contrario agli ordini imposti dal direttore sanitario Lima .
Il motivo del omicidio viene sviato da una prima ipotesi , Bosio che operò correttamente Pietro Fascella, salvandolo da morte certa, in Cosa Nostra veniva accusato di avere reso Fascetta zoppo. Il vero motivo invece era l'atteggiamento intransigente che il primario aveva nei confronti dell'ex stalliere di Arcore Vittorio Mangano che si rifiutò di curare. Vito Ciancimino confermò questa ipotesi in quanto confidò a Silvia Bosio, figlia del primario, che il padre fu assassinato per aver commesso "uno sgarbo a un mio amico".

Mattia Sicilia



 

16 commenti:

  1. FedericoMoccio16 aprile 2014 08:24

    Argh, anche qui post pieno di sangue in bocca (ma in questa lattina è strano che un post non sia sporco di sangue, in effetti). La cosa che mi fa più rabbia è che si può essere uccisi anche solo per il fatto di seguire i propri principi, di essere determinato a mantenersi "pulito". Penso a Bosio ma anche a Paolo Giaccone e chissà quanti altri..

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  2. E pensare che Dell'UTri e Silvio pensano che Mangano sia una brava persona
    gd

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  3. Meglio la morte che macchiarsi e sputare sul giuramento di Ippocrate. Le morti di Piazza Scaffa sono state gratuite e volute da Riina. Il grande macellaio lo chiamerei, non se ne faceva passare una. Le altre furono di conseguenza, La morte di Bosio, di cui si parla poco davvero, e che qui amerei ricordare è tutta in quella frase al telefono. Quella frase del coraggio, inconsapevole di essere attorniato da belve

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  4. Dimenticavo brava a Giorgina D'Amato, Tale padre tale figlia. Però direi di più, più del padre. Ah Ah Ah

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  5. Dimenticavo brava a Giorgina D'Amato, Tale padre tale figlia. Però direi di più, più del padre. Ah Ah Ah

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  6. Brava Giorgina, più che brava.
    Mi sono sempre chiesta come facciano i killer di mafia a non capire che uccidendo dietro un ordine saranno uccisi dallo stesso ordine dato ad un altro killer.

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  7. Questa latta è pesante, sporca di sangue ma interessante. È storia di tante vittime innocenti, morti ammazzati; è giusto parlarne così da ricordare. Bravi a padre e a figlia.
    Nina

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  8. Qualche anno fa ho avuto un alunno Prestifilippo: biondo, che somiglia in maniera impressionante alla foto postata e, guarda caso, la sua famiglia possiede cavalli ...
    Coincidenze? Parentele?
    Ho trovato il pezzo di Giorgina scritto molto bene e quello del padre quasi bene come quello della figlia.
    Lattina su cui non si può allentare la riflessione e su cui non si deve ammollare l'attenzione e l'opera di sensibilizzazione.
    L.I.

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  9. fa impressione pensare che Prestifilippo avesse solo 27 anni quando venne ammazzato esattamente come lui aveva fatto per decine di poveri cristi. A meno di 30 anni, la parabola di un soggetto simile (come lo zio scarpuzzedda, maturità liceale, anzi Michele Greco il Papa al maxiprocesso disse anche che studiava all'università...) era finita nel sangue. Delle rock star del crimine...

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  10. c'è una cosa che non mi torna: si dice che la strage di piazza Scaffa venne ordinata a insaputa di Scarpuzzedda, per indebolirlo e mostrare come non controllasse più il suo territorio. Ma se vi partecipò anche il suo fido Prestifilippo, significa che anche lui era complice dell'azione mirata a indebolirlo? Come mai allora tre anni dopo, verrà ucciso anche lui per la sua fedeltà a Scarpa?

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    1. perché prestifilippo era il nipote di scarpuzzedda

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    2. ok, ma lui fu prima complice della strage per indebolire lo zio e poi fu ucciso perché suo fedelissimo?

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    3. esattamente come Puccio prima uccise Scarpa e poi fu a sua volta ucciso in carcere (a colpi di bistecchiera, dai fratelli Marchese). Comunque penso che Prestifilippo non sapesse che la strage era stata ordinata a insaputa dello zio, quando avvenne Scarpuzzedda probabilmente era ben nascosto da qualche parte, visto che successe a ridosso del blitz di San Michele). Era tipico di Riina cercare di mettere contro l'un l'altro coloro che voleva far fuori, ma escluderei il tradimento consapevole di Mariuzzu verso lo zio. Non si spiegherebbe altrimenti come poi si sia schierato contro la decisione di ucciderlo, al punto da essere messo al bando ed eliminato anche lui

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  11. Ragazzi Greco non era lo zio di Prestifilippo,per nulla..se proprio vogliamo trovare un piccolo legame,Scarpuzzedda era cognato di Nicola Prestifilippo(marito di sua sorella Marisa Greco),lontano cugino di Mario.

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    1. il grado di parentela tra Scarpa e Michele Greco il Papa invece quale era?

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    2. Neanche loro erano parenti, se non alla lontana, il Papa era dei Greco di Croceverde Giardina e Scarpa dei Greco di Ciaculli, negli anni '40 i due clan omonimi si erano fatti la guerra, per poi unificarsi, ma restavano due famiglie di sangue diverse

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