venerdì 28 febbraio 2014

Ad alcuni ero affezionato - Omicidio Rugnetta


C’è chi colleziona orologi, chi vini, chi scalpi. Io colleziono la morte.
Stanno tutte là in fila ben allineate, ermeticamente chiuse, lucide e immobili, ricettacoli e prigioni della vita. Ho speso un fottio di soldi per fare tutto per benino, cuocio, pastorizzo e conservo.
Ho un picciotto che si dedica esclusivamente a questo servizio, dal prelevamento al prodotto finale.
Un procedimento seguito alla perfezione garantisce un risultato ottimale e duraturo nel tempo.
Anche gli squali così hanno sapore di pesce azzurro e la differenza non si avverte al palato. 


 
Ogni scaffale è un’annata diversa, una riserva storica da mostrare solo nelle grandi occasioni e non a tutti. Io ogni tanto scendo in cantina e rileggo nomi e date e mi riaffiorano tanti ricordi alla mente. Qui l’atmosfera è rarefatta, la temperatura bassa e costante, le mura spesse garantiscono il silenzio e poca luce filtra dalle piccole finestrelle opportunamente situate.
Sono un estimatore delle unicità, un conservatore amante delle tradizioni: io i miei amici li voglio vicini, i nemici pure.
Ad alcuni ero sinceramente affezionato, altri hanno il privilegio di un nome quello che nessuno leggerà mai su una lapide, sono le lattine bianche, e stanno in una sezione ben distinta se non cerchi bene, non le troverai mai. Un po’ come succede là fuori.
Quasi tutti uomini, qualche fimmina, si c’è pure, ma è roba rara, fina.
Stasera ho un ospite, uno che si sta montando la testa, bisogna che torni sulla terra e che comprenda bene. E’ a tavola che si ragiona. Ecco questa lattina andrà benissimo.
La tavola è spettacolare, moderna, nero e rosso, i calici troneggiano non si lesina un buon Franciacorta a nessuno. Sarà stato il prosecco, ma il mio ospite suda, avverto l’odore della menzogna nel suo alito, ma è un altro odore quello che mi si stamperà nelle narici a breve. Alziamo la cloche ed io già sorrido dentro la mia faccia imperturbabile, nel suo piatto troneggia una lattina di carne in scatola, legge l’etichetta, gli s’inceppa la lingua, deglutisce rumorosamente. Allo stupore iniziale nei suoi occhi si sostituisce il terrore ed ecco l’odore acre della paura che si spande.
Un apriscatole si è materializzato alla sua destra. “Mangia” e lui mangia, riconosco che ha del fegato, la vanagloria è sparita tra un boccone e l’altro, gli riempio il bicchiere, decine di volte, beve, fino alle lacrime, io aspetto, quando lo portano via per riaccompagnarlo a casa so che non avrà più strani appetiti. Le mie verdure sono ottime, anche tiepide. La carne a noi vegani non piace. Do un’occhiata al NASDAQ sul mio tablet, poi arriva il sonno, quello dei giusti.

Adele Musso



Omicidio RUGNETTA

Antonino Rugnetta aveva un amico che ai corleonesi non piaceva, Totò Contorno. Bisognava ammazzarlo, fargli terra bruciata - era periodo di seconda guerra di mafia, Contorno era uno dei perdenti in quanto amico di Stefano Bontade.

8 novembre 1981. Antonino fu portato nella camera della morte di S.Erasmo, lì Filippo Marchese, boss della cosca di corso dei Mille, strangolava le sue vittime. Lo ammazzarono.










E per fare un gesto plateale, il cadavere lo misero in una Fiat 131, una così. Dentro il cofano.













Era una macchina rubata di fresco, il proprietario manco se n'era accorto. Quando la macchina ripiena fu lasciata davanti la caserma della Guardia di Finanza in via Lincoln i killer fecero uno sbaglio: la parcheggiarono in zona rimozione, per cui i vigili se la portarono.
Il proprietario quando uscì e non vide la macchina, non pensò di essere stato vittima di un furto, si rivolse ai vigili e la recuperò.
Per alcuni giorni se ne andò in giro per le strade di Palermo con il cadavere di Rugnetta in macchina. Gli faceva compagnia.

Giorgio D'Amato

16 commenti:

  1. Terribe sezione e scatoletta. Da brivido. ! Ti incolla senza parole. Il racconto di Adele è un pugno nello stomaco. Non riesci a digerire. Soprattutto dopo aver mangiato! Picciotti ma questa sezione e' tellin come tellina o squalom come squali. Neanche nella mattanza dei tonni trasuda tanto sangue. Vampirismo e cannibalismo. Mi scantai.
    scrittura impeccabile. Una Adele Musso da schianto. Un Giorgio D'Amato sempre più assetato... CLotilde

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    1. ehsssì, ho parecchio materiale raccolto durante la scrittura del romanzo, tante informazioni che non ho inserito e che meritano di essere conosciute. Una pillola alla volta!
      Giorgio

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  2. Ragazzi qui c'è da spaventarsi sul serio.
    Ottima la scelta delle parole, il ritmo, tutto.
    Il racconto di Adele si inserisce in una tradizione che ha origine almeno nella storia mitica di Pelope e della sua stirpe e che è stata declinata in svariati modi in svariate forme d'arte, qui è ulteriormente rinnovata. La scrittura di Adele rende il tutto ancora più agghiacciante. Per esempio il finale.
    E che dire del pezzo di Giorgio? Poche righe, pezzo efficace, ironia. La macchina "ripiena" vince su tutto.
    Ma cu cu mi unciu?

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    1. I contenitori variano l'ingrediente di base rimane lo stesso.

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    2. beh, le preparazioni differiscono.,... Pino Marchese, per esempio..
      gd

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  3. Mamma mia che fifa! Se il racconto di Adele descrive tutto così bene utilizzando i cinque sensi da sentirti dentro la scena, quello di Giorgio con il suo stile asciutto descrive un fatto reale lasciandoti in tensione fino alla fine.
    In mezzo a tutto questo orrore però non ho potuto fare a meno di sorridere per il nome dell'amico di Rugnetta...Contorno! Chissa se faceva parte della collezione!

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    1. Anche queste sono "stranezze terrestri"

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  4. Questa latta mi piace molto e mi piace il fatto che si riesca a parlare di un problema così grande e pressante, come la mafia, in un modo diverso, ironico.
    Il pezzo di Adele è scioccante, le foto pure. Coppia perfetta

    Nina

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  5. Giorgio capisco perché sei diventato vegano , dopo tanto sangue verrebbe la nausea a chiunque. ho un amico che se gli metti un pesce intera davanti ti dice , niente cadaveri grazie.
    Adele meraviglioso racconto, super super brava..
    Jole

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  6. Mi hai ricordato "Hannibal the cannibal" con questo post!
    Ora io dico: non vedi che la vicinanza col D'Amato ti fa male? dov'è finita la poesia? e la delicatezza? e la dolcezza?
    A parte lo scherzo, con il presente pezzo hai dimostrato di essere davvero un'autrice versatile e poliedrica.
    Un succulente brava te lo meriti proprio!
    L.I.

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  7. Qui devo fare i miei complmenti ad Adele, perché questa storia delle scatolette di carne è veramente diabolica, e molto ben scritta.
    Dopo questo pezzo, anche l'omicidio Rugnetta, quantunque da brivido, sembra una passeggiata nel parco.
    (emoticon in gelatina)

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  8. Gentili Lucia e Raimondo inizio con il ringraziarvi entrambi poi che dirvi? Smentisco Lucia in quanto sono io che sto operando per rendere poetico il D'Amato. Non vi siete accorti di quanto ora sia più gentile? Sta lavorando a dei sonetti in stile Cielo D'Amato, ma questa è una notizia riservata.

    Hannibal Lecter mi piace parecchio, finissimo degustatore non avrebbe mai gustato cibi inscatolati.

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    1. Ahahahahah ...: bella la battuta sul D'Amato, solo che nel preciso momento in cui lui scriverebbe sonetti in stile Cielo D'alcamo, allora potremmo anche pensare di creare un horro coi fiocchi ...Ahahahahah ...
      L.I.

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